Spark, il drago dalle fiamme tiepide


ago
3 min
167
readings
5

Emily Dorffer is a technical editor who proudly stands just half an inch under five feet tall. She loves spoiling her cat and baking with her mom. Her poems and short stories have appeared in Cicada  [+]

Also available :

Il fiato infuocato di Spark non era caldissimo come quello degli altri draghi. Per quanto forte soffiasse, non sarebbe mai riuscito a eguagliare l’intensità delle loro fiamme.

Mentre il fuoco di Spark era appena caldo a sufficienza per accendere un falò, gli altri draghi riuscivano a fare ogni sorta di esperimenti interessanti con le loro fiamme. Facevano il bagno nelle sorgenti termali create da loro stessi e ogni notte accendevano spettacoli pirotecnici. Le loro fiamme erano così calde che potevano persino fondere la sabbia e modellarla in decorazioni di vetro, che appendevano con orgoglio nelle loro caverne.

Un pomeriggio Spark vide che gli altri draghi stavano creando tutti insieme un serraglio di animali di vetro. Avevano già modellato di tutto, dalle chimere alle fenici, e stavano appena iniziando a lavorare sugli unicorni, immortalati mentre scalciavano nell’aria con gli zoccoli di cristallo. Spark cercò di sciogliere un po’ di sabbia per unirsi a loro ma, per quanto si sforzasse, il suo fuoco intiepidiva appena la sabbia.

Gli altri draghi risero e dissero: «E questo lo chiami fuoco? Sarebbe già tanto se tu riuscissi ad arrostirci un marshmallow!».

Spark cercò di rendere più calde le sue fiamme, finché gli uscirono nuvole di fumo dal naso e la fuliggine gli ricoprì le squame, ma non riuscì a sciogliere la sabbia. Gli altri draghi continuarono a sputare fiamme e insulti, e a Spark vennero le lacrime agli occhi.

Senza fiato e sforzandosi di non piangere, Spark volò a casa nella sua caverna. Dopo essersi lavato via tutta la fuliggine dalle squame, tirò fuori gli ingredienti per fare i dolci. Ogni volta che era arrabbiato sapeva di poter contare su una nuova infornata di biscotti per tirarsi su di morale.

Quando finì di preparare l’impasto, Spark fece un gran sorriso, e non solo perché era soddisfatto dopo averlo assaggiato. No, era contento perché era finalmente arrivato il momento di cuocere i biscotti.

Infatti il suo fuoco, anche se non era caldo come quello degli altri draghi, era perfetto per cuocere al forno. Spark riscaldò l’impasto con le sue tiepide fiamme. Ben presto furono pronti una dozzina di biscotti con gocce di cioccolato perfettamente dorati, dal sapore tanto buono quanto il loro profumo.

I biscotti emanavano un profumo di cioccolato così delizioso che gli altri draghi volarono direttamente nella caverna di Spark per scoprire cosa avesse cucinato. Avevano l’acquolina in bocca mentre guardavano Spark leccarsi le briciole dagli artigli. «Possiamo assaggiarli anche noi?» chiesero mentre le loro pance brontolavano.

Spark aveva avanzato dei biscotti perché non era abbastanza affamato da mangiarli tutti, ma si ricordava delle cose cattive che gli avevano detto gli altri draghi. «Solo se chiedete scusa», disse.

«Non se ne parla neanche!» risposero loro. «Se il tuo misero fuocherello è in grado di cuocere i biscotti, è impossibile che non possano farlo anche le nostre fiamme.» Volarono via sbuffando imbronciati, decisi a cuocere dei biscotti che avessero un sapore almeno dieci volte più buono di quelli di Spark.

Non ebbero problemi a preparare l’impasto, ma quando arrivò il momento di passare alla cottura, le loro fiamme si rivelarono troppo calde. I loro biscotti diventarono neri come il carbone e sapevano di cenere. Per quanto ci riprovassero tante volte, i biscotti finivano sempre con il bruciarsi e avere un sapore disgustoso.

Spark avvertì l’odore degli altri draghi in arrivo molto prima che atterrassero fuori dalla sua caverna. «Ragazzi, state bene?» chiese. «Sento puzza di bruciato.»

«Noi stiamo bene. Abbiamo solo avuto un piccolo problemino quando abbiamo provato a cuocere dei biscotti», risposero gli altri draghi, nascondendo la faccia dietro le ali per l’imbarazzo. «Ci dispiace di averti preso in giro. Non ci rendevamo conto che fosse così difficile cuocere».

«Il mio fuoco sarà anche perfetto per la cottura, ma anch’io mi sono dovuto esercitare molto prima di smettere di bruciare i cibi», confidò Spark. «Sarei felice di insegnarvi come portare il fuoco alla giusta temperatura, se lo desiderate.»

Gli altri draghi acconsentirono con entusiasmo a prendere lezioni di cucina da Spark. Naturalmente capitò ancora qualche piccolo incidente: alcuni biscotti si bruciarono, altri risultavano praticamente crudi, e altri ancora troppo croccanti in alcuni punti e troppo appiccicosi in altri. Ma quando Spark finì di insegnare agli altri draghi a cucinare, si ritrovarono tutti con la pancia piena di biscotti con gocce di cioccolato perfettamente cotti.

Mentre Spark faceva un meritato pisolino al sole, tutti gli altri draghi trascorsero un intero pomeriggio a cuocere biscotti e a creare decorazioni di vetro. Quando Spark si svegliò, trovò un enorme piatto pieno di biscotti che lo aspettava insieme a una decina di decorazioni di vetro a forma di biscotti.

«Grazie mille per le tue lezioni di cucina», dissero gli altri draghi. «È il minimo che potessimo fare per te dopo che ci hai insegnato a fare biscotti così fantastici. Può darsi che il tuo fuoco non sarà il più caldo, ma il tuo cuore lo è sicuramente.»

«Aspettate», disse Spark mentre appendeva nella sua caverna le decorazioni nuove di zecca. «Se pensate che i biscotti siano deliziosi, non vedo l’ora di farvi assaggiare la mia ricetta della torta di lava al cioccolato!»

-- Translated by Roberta Scarabelli

5

You might also like…