Čechov, il vecchio, il gabbiano e il granchio


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Mark Budman is a first generation immigrant to the US. His novel My Life at First Try was published by Counterpoint Press. Find out more at http://markbudman.com  [+]

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Il vecchio sta osservando un gabbiano che eviscera un granchio. Il crostaceo decapode probabilmente era bello da giovane, ma non lo è più. Vorrebbe poter urlare? O è meglio essere stoici e ingoiare il dolore?

Il vecchio è seduto su una panchina del parco, di fronte alla spiaggia. Appoggia la mano destra all’elegante bastone da passeggio, che ha mezzo dollaro d’argento incastonato nel pomo. Molto patriottico. Meglio che gli immigrati siano patriottici, altrimenti...

Non è pronto per un bastone, figuriamoci per un deambulatore.

Il vecchio è uno scrittore. Dice a tutti sui social media che è più facile scrivere in russo che in inglese, perché l’alfabeto russo ha 33 lettere mentre l’inglese ne ha solo 26. Meglio una scelta maggiore. Lui lo sa. Scrive in entrambe le lingue. Non è Čechov in nessuna delle due, ma ci prova.

Il vecchio si alza e avanza barcollando lungo la spiaggia, tra chi porta a spasso i cani o fa jogging, tra le mamme e, ogni tanto, i padri che spingono i passeggini. La brezza intensa gonfia le vele delle barche da diporto e cerca di soffiare via il berretto del vecchio. Non è ancora abbastanza intensa.

Il vecchio non è ancora in pensione. Prima, al lavoro, ha ascoltato una donna anziana che si rifiutava di ricevere cure palliative per il marito. «Non è un vegetale», continuava a dire, puntando il dito nodoso. «Vede, riesce a muovere un po’ le mani.»

L’infermiera dell’hospice ha sorriso come il direttore di una casa funeraria. Alla fine, l’ha avuta vinta lei. Dato che il paziente non ha altra scelta che morire, questo tipo di infermiera vince sempre, proprio come i direttori.

Il vecchio arriva ora in riva al mare ed esamina i resti mortali del granchio. Neanche il crostaceo è un vegetale. È solo morto. Ha saltato la fase intermedia e si è diretto all’uscita. Il gabbiano osserva il vecchio con i suoi malefici occhi giallo oro. È il re della spiaggia. Probabilmente non mangia vegetali. È un uccello piuttosto intelligente. Persino profetico. Come nel Gabbiano di Cechov, qui c’è un triangolo di amore-odio: il vecchio, il gabbiano e il granchio.

A casa dei loro genitori, i nipoti del vecchio gli fanno domande in serie e in loop.
«Perché sei così vecchio?»
«Perché sono nato molto tempo fa.»
«Perché sei nato molto tempo fa?»
«Perché i miei genitori si sono sposati ancora prima.»
«Perché si sposati ancora prima?»

«Volevano sposarsi quando erano ancora giovani.»
«Perché volevano sposarsi quando erano ancora giovani?»
«Volevano farmi nascere.»
«Perché volevano farti nascere?»
«Così voi avete qualcuno che possa rispondere alle vostre domande.»

Il vecchio vorrebbe poter resuscitare il granchio. Vorrebbe toccarlo con il suo bastone da passeggio e fare in modo che il granchio si faccia ricrescere la carne e corra verso l’acqua. Se ciò accadesse, domani il vecchio proverebbe a toccare con il suo bastone il marito che non è un vegetale. Dopotutto, i profeti e i re guarivano con le loro mani nude. Non avevano un elegante bastone da passeggio con mezzo dollaro d’argento patriottico incastonato nel pomo. Gli strumenti moderni sono difficili da battere. Lo sanno tutti gli scrittori tranne i luddisti.

Il vecchio può persino mormorare un incantesimo in due lingue per amplificare l’effetto. Tutti dicono che il suo accento è incantevole. Incantevole. Ride del suo stesso gioco di parole.

Tocca il granchio con la punta del bastone e pronuncia il suo incantesimo. Il granchio è ancora morto.

Il vecchio si avvia verso la macchina. Dovrà rispondere ad altre domande in serie. Il gabbiano osserva. Lui sa. Non tutto, ma solo quello che gli serve sapere. Ed è abbastanza. Il vecchio, con le spalle al mare, non può vedere che il granchio ora si anima, ma il gabbiano sì.

-- Translated by Roberta Scarabelli

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